/ Events/ Urban Culture di: Andrea Nepori

Michael Wolf e l’Architettura della Densità

Architecture of Density #39 - 2005; © Michael Wolf

Architecture of Density #39, 2005. © Michael Wolf

Dal 17 gennaio 2014 la Flowers Gallery di Londra ospiterà una personale del fotografo Michael Wolf intitolata Architecture of Density, interamente dedicata all’omonima serie di scatti dell’artista tedesco.

Architecture of Density è un affascinante esercizio di decontestualizzazione fotografica su ampia scala. I grattacieli di Hong Kong sono fotografati senza alcun riferimento paesaggistico e diventano soggetti quasi astratti, ripetizioni di pattern più o meno riconoscibili interrotti (disturbati?) dagli elementi che tradiscono una presenza umana.

L’opera di Wolf documenta l’espansione verticale della città di Hong Kong – risposta architettonica alla carenza di spazi per un’espansione orizzontale – delimitandola nella finitezza del frame fotografico e sfruttandone i limiti per suggerire una continuità di ricorrenze geometriche che la visione panoramica preclude o confonde nella visione d’insieme.

Architecture of Density #13b , 2009. © Michael Wolf

Architecture of Density #13b , 2009. © Michael Wolf

In alcuni scatti, come Architecture of Density  #13b del 2009, le linee verticali determinano la profondità della composizione, diventano codice a barre architettonico, esprimono la forza di una direzione (ma non necessariamente di un verso, tanto che la foto, se osservata sottosopra, crea un interessante effetto di ulteriore astrazione rispetto al soggetto). E’ quanto di più vicino alla rappresentazione fotografica del concetto astratto di verticalità[1].

“On close inspection we see architecture as a framework upon which its inhabitants hang their personalities,” scrivono i curatori della mostra londinese, ed è vero. Ma le tracce di umanità che trapelano negli scatti più puramente “architettonici” (qualche panno steso, una coperta appoggiata sul davanzale) sono ridotte a disturbo più che elevate ad espressione d’individualità.

Architecture of Density #75, 2009. © Michael Wolf

Architecture of Density #75, 2009. © Michael Wolf

In altre fotografie il colore gioca un ruolo fondamentale nella determinazione dei pattern. Si prenda ad esempio Architecture of Density #75, sempre del 2009.
Basta applicare un filtro di sfocatura all’immagine in un programma di fotoritocco (o socchiudere gli occhi ed evitare qualsivoglia violazione del copyright) per scorgere nella successione dei terrazzi colorati la trama di fondo e una somiglianza con le strisce di un profilo di DNA.

Architecture of Density #119, 2009. © Michael Wolf

Architecture of Density #119, 2009. © Michael Wolf

In Architecture of Density #119 Wolf sfrutta la prospettiva per creare un effetto ancora differente e rendere soggetto centrale dello scatto una colonna di balconi bicolore. Ancora una volta il contrasto cromatico che qualche architetto ha probabilmente ideato come soluzione per rendere meno alienante il gigantesco cortile centrale di un enorme edificio ad altissima densità abitativa.
In questa fotografia il “disturbo umano” – condizionatori, panni stesi – si fa preponderante e contrasta, fortissimo, con la totale assenza di soggetti umani visibili all’interno della foto. Si vedono centinaia di finestre e non una sagoma, un volto o anche solo un’ombra si scorge dietro di esse.[2]

Per la mostra alla Flowers Gallery di Londra – aperta fino al 22 febbraio 2014 – sono stati selezionati anche alcuni scout shot, appunti fotografici “di ricognizione”, preludio agli scatti della serie vera e propria, ed altre stampe su scala più ridotta, dalla serie Backdoor.

Link: Michael Wolf official website


  1. E’ una foto perpendicolare alla straordinaria Rhein II di Andreas Gursky.  ↩
  2. I soggetti umani sono tutt’altro che assenti nell’opera di Wolf, come mostrano le serie “Transparent City”, con i dettagli “pixelati” degli abitanti dei grattacieli di Chicago, “Tokyo Compression”, 100×100 o i suoi screenshot di Google Street View.  ↩