/ Events di: Davide Mariani

Mobile Cinema a China Town

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A Milano Via Paolo Sarpi assorbe dal 1920 il flusso culturale, economico e sociale delle attività commerciali di migliaia di immigrati cinesi, mescolandolo alla maggioranza dei residenti italiani dei piani alti. Il risultato è una complessa stratificazione etnica tra il piano terreno (spazio dei negozi cinesi) e quelli superiori (residenze degli italiani), che si riflette nella forma e nell’attività della strada e, purtroppo, in scontri razziali e socioeconomici.

A causa delle proteste dei residenti, che ritenevano insostenibile il viavai di furgoni dei grossisti cinesi, dal 2011 la strada è diventata di uso esclusivamente pedonale.
Questa mutazione del sistema di viabilità, però, non ha assolutamente portato la tanto sperata tranquillità: all’interno del quartiere i forsennati traffici e i fitti scambi commerciali continuano a resistere alla tragica situazione economica nazionale.

Più che un’oasi di tranquillità residenziale, l’odierna Via Sarpi è un’esibizione di rapido adattamento umano di fronte ad un provvedimento che voleva, si, rispondere all’esigenza di tranquillità e benessere, ma che trascurava la necessità di sviluppo economico: i commercianti Cinesi hanno abbandonato automobili e minivan per passare a “biciclette modificate”, attrezzate con portapacchi per lo spostamento delle merci.

Il risultato è uno spazio nel quale il semplice desiderio di una vita sana e il bisogno di socialità convivono, o meglio, coesistono con le esigenze di carattere commerciale della minoranza cinese.

Il collettivo di architettura Parasite 2.0 ha interpretato la situazione nel progetto Mobile Cinema: uno “schermo su risciò” per sfruttare le pieghe e gli interstizi di Via Paolo Sarpi e proporre ai passanti di assistere alla proiezione di film classici del cinema italiano e cinese.

Il Mobile Cinema vuole essere un punto di incontro simbolico (nemmeno troppo simbolico, per la verità) per i due gruppi etnici coinvolti nel conflitto, in quanto richiede ai “due pubblici” uno sforzo di elasticità ed un gesto di unione ed interazione attraverso lo spazio comune: il sedersi a terra, di fronte ad uno schermo mobile che proietta pezzi dell’una e dell’altra cultura.

L’intelligenza e la forza dell’iniziativa sta non solo nella novità, ma anche e soprattutto nella volontà di alleviare il conflitto formando relazioni, in nome non dell’omogeneità ma della diversità.