/ Art/ Events di: Davide Mariani

Once Upon A Time – Steve McQueen

Onceuponatime

Steve McQueen si presenta alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, dal titolo Il Palazzo Enciclopedico, con Once Upon A Time: un’installazione che propone al “pubblico terrestre” le 115 immagini tratte dal Golden Record di Carl Sagan, il disco lanciato nello spazio nel 1977 con le sonde spaziali Voyager 1 e 2 della NASA.

Concepito come strumento di comunicazione con possibili civiltà aliene, il disco di Sagan conteneva immagini e diagrammi che avrebbero dovuto rappresentare vari aspetti della vita sulla Terra, registrazioni di saluti in 55 lingue diverse, musiche (tra le quali ricordiamo la quinta sinfonia di Beethoven e Dark was the night di Bind Willie Johnson) e suoni vari.

McQueen, per la sua installazione, sceglie di scorrere lentamente figure di persone, tramonti, elementi naturali e artefatti, sommarie spiegazioni fisiche, matematiche e anche anatomiche, passando dall’una all’altra con la tecnica della dissolvenza, lasciando allo spettatore molto tempo per soffermarsi su ogni frame.

Il vero paradosso del Golden Record risiede nel fatto che, scorrendo queste immagini scelte per il loro intrinseco potere rappresentativo e comunicativo, ci si rende conto di quanto sembrino inadatte  per l’utopico intento di mostrarle ad una popolazione extraterrestre: è inevitabile porsi delle domande sulla comprensibilità di quanto si cerca di comunicare, se chi riceve il messaggio ha una conoscenza di natura “altra”. McQueen esalta i dubbi dello spettatore e, come in molte altre sue opere, sottolinea il concetto di “limite” abbinando alle immagini le registrazioni sul campo effettuate dal linguista William J. Samarin sul fenomeno della glossolalia (termine altrimenti noto come “parlare le lingue”, con il quale di solito ci si riferisce a linguaggi inventati o incomprensibili che sono spesso parlati da individui in stato di trance o di presunta possessione religiosa).

Presentando le immagini insieme a suoni indecifrabili, Once Upon a Time richiama l’attenzione sulla loro ipotetica intelligibilità, sia a livello formale che concettuale. La rappresentazione stilizzata della vita sulla terra concepita dalla NASA – destinata a presentare una storia del progresso – contrasta con i suoni misteriosi delle lingue endeniche, ricordandoci i limiti del linguaggio e delle immagini, e presentando due modi altrettanto inaffidabili di accedere a una conoscenza universale attraverso l’illuminazione e la presunta obiettività totale della scienza.

Se da una parte, poi, è evidente l’ipocrisia che risiede nell’assenza di immagini di conflitti, povertà e disastri, dall’altra risalta la provocatoria riproposizione di immagini amene (destinate ad ipotetici alieni) ad un pubblico terrestre, quasi come se fossero proprio gli abitanti del nostro pianeta ad aver bisogno di spiegazioni sulla vita.

Sarà possibile assistere alla proiezione di Once Upon A Time alla Biennale d’Arte di Venezia (zona Arsenale) fino al 24 Novembre 2013.

https://vimeo.com/79027816